Su Scatti di Gusto: perché scoprire la Basilicata assaggiando pizza e piatti all’Antica Cantina Forentum

Su Scatti di Gusto: perché scoprire la Basilicata assaggiando pizza e piatti all’Antica Cantina Forentum

Una delle prime ospitalità culinarie a nord della Basilicata, per chi proviene dalla vicina Puglia, è rintracciabile nella cittadina di Lavello.
Nel vecchio centro storico (quartiere “il Pescarello”), decentrato rispetto al nucleo cittadino, troviamo l’Antica Cantina Forentum: ristorante e pizzeria che segue il modello della farm-to-table. A prendere le redini del locale a conduzione famigliare – ricavato all’interno di una cantina del 1500 – è il giovane Savino Di Noia, dopo gli studi all’Alma di Gualtiero Marchesi e una piccola parentesi a Villa Crespinel ristorante di Antonino Cannavacciuolo ha deciso di scrivere la propria historia in terra natia. L’ambiente accogliente e ben arredato è suddiviso in due sale, al piano inferiore “la grotta de i Munacidd” dove si narra la leggenda di un antico folletto, mentre in quello superiore volte in pietra e muri ornati da fotografie narrano la vita popolare e rurale d’un tempo. In cucina, coadiuvato da mamma Lucia, segue un percorso attento alla ricerca di prodotti autentici, locali e tradizionali: un laboratorio che porta con sé non solo calorie ma diventa luogo in cui apprendere e tramandare a neofiti e nuove generazioni il gusto e l’identità territoriale.

Quest’ultimo è il filo conduttore dei percorsi creati ad hoc, come l’itinerario della Tradizione 28 € (tagliere di salumi e formaggi presidio Slow Food, fritto lavellese con pettole e verdure pastellate, raviolo di ricotta dolce, braciola aglio e prezzemolo e chiusura con dolce della casa), l’itinerario Baccalà a 35 € con interpretazioni classiche (baccalà lesso con peperoni cruschi) e creative (baccalà zenzero e mandorle) e quello Territorio a 32 € dove spicca “u Munacidd” (maccaronara con purea di zucca, salsiccia sbriciolata e peperone crusco) e il maialino al forno con pera Signora. Il pasto è accompagnato da un ottimo pane fatto in casa e una carta dei vini ben assemblata con un capitolo dedicato ai migliori Aglianici del Vulture. Nulla è dato per scontato neppure con le pizze di matrice napoletana: bordo pronunciato e dal profumo di pane ben cotto, giusta elasticità e scioglievolezza, leggerezza e armoniosità di ingredienti. La qualità della materia prima è percepibile assaggiando la classica Margherita (4,50 €) con pomodoro San Marzano Dop, fior di latte, basilico e olio extra vergine di oliva (multicultivar proveniente da uliveti di famiglia).

Da non perdere: la Plebiscito (9 €) con salsa di “vrasciola” e i suoi pezzetti di carne, fior di latte, ricotta fresca e basilico; la Forentum (9 €) con fior di latte, baccalà e polvere di peperone crusco; la Parmigiana(5,50 €) con pomodoro San Marzano, fior di latte, parmigiana di melanzane cotta in forno a legna e scaglie di formaggio grana. Con Savino Di Noia l’offerta gastronomica è cresciuta parallelamente alla rivitalizzazione del quartiere“Pescarello”, sia grazie al cibo e alla sua funzione di “catalizzatore della socializzazione” che attraverso il suo progetto di albergo diffuso in abitazioni d’epoca – che guardano il palazzo ducale domus di Federico II e il museo civico – restaurate e arredate con gusto, in uno stile che combina oggetti moderni e d’antiquariato.